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- IIl consumo medio globale di sale supera i 10,8 grammi al giorno, più del doppio rispetto al limite raccomandato di 5 grammi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
- Il sale nei surgelati ha diverse funzioni tecniche: oltre a conservare e stabilizzare le caratteristiche organolettiche degli alimenti, ne esalta anche il sapore.
- Non tutti i surgelati sono uguali: pizze e zuppe tenendo a contenere più sodio rispetto a frutta o verdura surgelata, che sono invece ideali per chi desidera mangiare senza sale.
- Un consumo eccessivo di sale è collegato a ipertensione, malattie cardiovascolari, danni renali, ritenzione idrica e ridotto assorbimento del calcio, che comporta l’aumento del rischio di osteoporosi.
- Leggere l’etichetta degli alimenti è essenziale: il valore di sodio viene comunicato per 100 g e/o per porzione.
- Scegliere surgelati con etichette trasparenti e formulazioni a basso valore salino aiuta a ridurre il sodio nella dieta senza rinunciare alla praticità o al gusto.
Un problema spesso sottovalutato
Lo usiamo per condire e insaporire tantissime ricette, ma raramente ne misuriamo la quantità. Il sale è una presenza silenziosa ma assai pervasiva nella nostra dieta quotidiana.
Quanto sale al giorno? Spoiler: quasi sempre quello che assumiamo è troppo. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità1, a livello globale consumiamo in media 10,8 grammi di sale al giorno, più del doppio rispetto al limite raccomandato di 5 grammi. Eppure, spesso non ci rendiamo conto di quanto ne assumiamo realmente. Perché? Perché il sale è un ingrediente invisibile, ma onnipresente. È nei prodotti industriali, nei condimenti già pronti e persino nei cibi che crediamo “leggeri”. A partire dai surgelati: pratici, versatili, ma, in certi casi, anche fonti inconsapevoli di sale in eccesso. Il tema del sale negli alimenti e, in particolare, del sale nei surgelati sta, infatti, diventando sempre più rilevante, sia per chi produce che per chi acquista.
Il ruolo del sale nell’industria alimentare
Non è solo una questione di sapore. Certo, il sale potenzia alcuni aromi naturali ma, nell’industria alimentare, svolge anche altre funzioni tecniche fondamentali:
- aiuta a conservare i cibi più a lungo;
- migliora la consistenza degli impasti;
- stabilizza emulsioni e regola la fermentazione.
In altre parole, è un ingrediente multifunzionale, spesso indispensabile per garantire sicurezza, stabilità e appetibilità del prodotto.
Per i prodotti del freezer, queste caratteristiche diventano particolarmente utili: il sodio nei surgelati serve, infatti, a mantenere inalterata la qualità degli alimenti anche dopo settimane di conservazione. L’uso di sale nei cibi surgelati varia in base al tipo di alimento e, sempre più spesso, alle scelte del produttore. In un contesto dove la richiesta di alimenti surgelati più sani e trasparenti è in crescita, molte aziende stanno infatti lavorando per ridurre gradualmente il contenuto di sodio, utilizzando aromi naturali, spezie e tecnologiche innovative.
Etichetta alla mano: imparare a leggere i valori
Capire davvero quanto sale contiene un prodotto significa partire da un gesto semplice: leggere l’etichetta. In Italia è obbligatorio indicare il contenuto di sale per 100 grammi e, in molti casi, anche per porzione.
Il valore riportato si riferisce sempre al sale totale, ovvero la quantità già presente negli ingredienti, sommato a quella eventualmente aggiunta durante la lavorazione. Attenzione, però: spesso si tende a confondere “sodio” e “sale”, anche se i due termini non sono equivalenti. Basta pensare che 1 grammo di sodio corrisponde a circa 2,5 grammi di sale: una differenza importante, che può influenzare molto l’assunzione giornaliera.
Oggi esistono anche indicatori visivi, come i semafori nutrizionali o le scritte “a basso contenuto di sale”, che aiutano a orientarsi più facilmente tra gli scaffali. Ma il consiglio più efficace resta sempre uno: leggere con attenzione e, quando possibile, confrontare più prodotti.
LEGGI ANCHE: Etichette alimentari: cosa sono e perché è importante leggerle
I surgelati sono davvero così salati?
Sì e no. Parlare di sale nei surgelati come di una categoria omogenea sarebbe fuorviante: esistono differenze enormi tra un prodotto e l’altro. Alcuni contengono effettivamente quantità elevate di sale, soprattutto quando si tratta di piatti pronti, snack, pizze farcite o secondi con salse elaborate. In questi casi, il sodio serve sia a insaporire, sia a stabilizzare la ricetta. Viceversa, tanti altri prodotti, come frutta, verdura, legumi, pesce o carni surgelate al naturale, non contengono sale aggiunto. Sono materie prime pure, conservate con la sola tecnica della surgelazione rapida, senza condimenti né additivi.
Inoltre, è bene ricordare che il contenuto di sale non dipende dalla modalità di conservazione, ma dalla ricetta e dalla lavorazione del prodotto. Perciò, demonizzare i surgelati in blocco sarebbe un errore. Anzi, proprio nel banco freezer si trovano oggi molte soluzioni pratiche per chi desidera mangiare con meno sale senza rinunciare alla comodità. Insomma, non tutto ciò che è surgelato è automaticamente salato. In fase di acquisto serve un surplus di attenzione: bisogna leggere (bene) l’etichetta dei prodotti surgelati e gli ingredienti dei surgelati che vogliamo acquistare, così da fare scelte consapevoli.
LEGGI ANCHE: I surgelati fanno male? Verità da conoscere, falsi miti da sfatare
Sale nei surgelati: confronto tra prodotti
Non tutti i prodotti surgelati sono uguali in termini di contenuto salino. Alcune categorie2 contengono quantità elevate di sale per esigenze di gusto e conservazione, mentre altre si prestano perfettamente a una dieta più leggera e controllata. Vediamo alcuni esempi.
- Pizze surgelate: possono contenere tra 1,5 e 2,5 grammi di sale a porzione. Le versioni “light” o vegetali tendono a essere più leggere.
- Zuppe pronte surgelate: spesso insospettabili, ma possono superare i 2 grammi di sale a porzione.
- Frutta e verdura surgelate: nella stragrande maggioranza dei casi sono senza sale aggiunto, ideale per chi desidera mangiare senza sale.
- Filetti di pesce o carne al naturale: contenuto di sodio molto basso, salvo l’aggiunta di salse o panature.
Queste differenze dimostrano come il mercato dei prodotti surgelati offra oggi una gamma molto ampia, adatta a tutte le esigenze. Anche per quanto riguarda il contenuto di sale. In questo contesto, Versilfood si distingue per la selezione di prodotti naturali, lavorati senza aggiunte inutili e pensati per valorizzare le proprietà autentiche della materia prima.
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Gli effetti del sale sulla salute
Il sale fa male? Sì: un eccessivo consumo di sale ha conseguenze ben documentate per la salute. Diversi studi3,4,5,6 hanno collegato l’assunzione prolungata di grandi quantità di sodio a disturbi cronici e patologie cardiovascolari. Tra i principali rischi associati a un consumo eccessivo:
- ipertensione arteriosa, una delle principali cause di infarto e ictus;
- malattie cardiovascolari, legate all’aumento della pressione e dell’infiammazione;
- problemi renali, per l’eccessivo lavoro richiesto ai reni;
- ritenzione idrica, spesso legata a squilibri nella quantità di sodio assunto;
- aumento del rischio di osteoporosi, per via dell’interferenza del sale sull’assorbimento del calcio.
Dunque, quanto sale al giorno? Secondo le linee guida dell’OMS1, non si dovrebbero superare i 5 grammi di sale al giorno, pari a circa un cucchiaino raso. Eppure, tra pane, formaggi, snack e piatti pronti, è facile andare oltre. Anche per questo, scegliere con attenzione i prodotti surgelati è un passo concreto verso un’alimentazione più equilibrata.
Ridurre il sale è possibile, anche partendo dal freezer
Ridurre il consumo di sale non significa rinunciare al gusto, ma imparare a modulare le scelte. Preferire ingredienti semplici, verdure al naturale, legumi non conditi o filetti di pesce senza panature è una scelta intelligente. Se si acquista un prodotto pronto, è bene fare attenzione all’etichetta dei prodotti surgelati: molte aziende oggi indicano con chiarezza se si tratta di ricette a basso contenuto di sale.
Un cambiamento graduale delle abitudini alimentari7, anche a partire dal contenuto del freezer, può avere un impatto concreto sul nostro benessere quotidiano. Non è una rinuncia, ma una scelta consapevole che premia la salute, la varietà e la qualità. Noi di Versilfood abbiamo scelto, da tempo, di farne parte del nostro impegno quotidiano, consapevoli che la prevenzione inizia soprattutto dalle scelte che facciamo ogni giorno, anche a tavola.
NOTE
1 WHO global report on sodium intake reduction
2 Per approfondire: CREA – Banca dati di composizione degli alimenti
3 Sodium and Its Role in Cardiovascular Disease – The Debate Continues, Frontiers in Endocrinology
4 Sodium Intake and Chronic Kidney Disease, International Journal of Molecular Sciences
5 Increased salt consumption induces body water conservation and decreases fluid intake, Journal of Clinical Investigation
6 Sodium Intake and Osteoporosis. Findings From the Women’s Health Initiative, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism
7 Per approfondire: Riduzione dell’assunzione di sodio: il primo report dell’OMS














